COPY Blog GT https://copywriter.giorgiotave.it Il sito dedicato al Copywriting Thu, 10 Jan 2019 12:22:25 +0000 it-IT hourly 1 Le Regole di Umberto Eco su come scrivere bene in Italiano https://copywriter.giorgiotave.it/eco-regole-italiano/1158 https://copywriter.giorgiotave.it/eco-regole-italiano/1158#respond Thu, 10 Jan 2019 12:22:14 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1158 Continua]]> Ci sono 3.450 risultati su Google se mettiamo tra le virgolette la prima regola di Umberto Eco.

Noi la prendiamo da Lingua Italiana che è primo su Google e cita la fonte originale (Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000) e segnala una lista simile in lingua inglese di William Safire)

La riportiamo perché crediamo sia un contenuto di valore non solo per il contenuto ma per la forma. Può essere di ispirazione per tanti 🙂

      1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
      2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
      3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
      4. Esprimiti siccome ti nutri.
      5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
      6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
      7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
      8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
      9. Non generalizzare mai.
      10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
      11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
      12. I paragoni sono come le frasi fatte.
      13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
      14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
      15. Sii sempre più o meno specifico.
      16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
      17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
      18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
      19. Metti, le virgole, al posto giusto.
      20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
      21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
      22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
      23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
      24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
      25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
      26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
      27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
      28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
      29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
      30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
      31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
      32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
      33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
      34. Non andare troppo sovente a capo.
        Almeno, non quando non serve.
      35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
      36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
      37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le   premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
      38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
      39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
      40. Una frase compiuta deve avere.
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Copywriting e Web Writing – I migliori articoli del 2016 https://copywriter.giorgiotave.it/copywriting-web-writing-migliori-articoli-del-2016/1154 https://copywriter.giorgiotave.it/copywriting-web-writing-migliori-articoli-del-2016/1154#respond Fri, 25 Nov 2016 15:34:48 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1154 i migliori articoli di web writing del 2016

Anche quest’anno, a conclusione del 2016, vi tocca la mia personalissima classifica sugli articoli che reputo migliori per la categoria copywriting e web writing.

Una raccolta di 15 chicche da leggere e rileggere, perché davvero utili per chi lavora con la scrittura e punta al miglioramento continuo. Se avete altri articoli in tema da suggerire, lasciateli pure nei commenti. Intanto, buona lettura!

  1. Viaggio per coraggiosi nella misurazione dei contenuti – Un utilissimo post di Francesca (di Pennamontata) che ci parla di contenuti, KPI e metriche. Da studiare bene bene.
  2. Come sfruttare il pubblico per migliorare il target – Focus sul target, quante volte lo abbiamo detto? Qui Riccardo Esposito ci spiega come ottimizzarlo!
  3. Influencer Marketing: Quali sono i Contenuti Adatti al tuo Pubblico? – Martina Guglielmi, con Webhouse, ci parla di un tema molto attuale e lo analizza fino in fondo.
  4. Testi naturali e conversevoli – Questo super articolo di Luisa Carrada dovete studiarlo fino a star male. Sul serio.
  5. Landing Page Psychology: 41 Concepts for Conversion – La conversione di una landing page passa dalla psicologia e in questo articolo di Cynthia Meyer c’è molto che possiamo imparare.
  6. Trump vs Clinton: Strategie Facebook a confronto – Pierluigi Vitale e Valentina Falcinelli scrivono un bellissimo articolo a 4 mani sulla comunicazione utilizzata nelle ultime presidenziali USA.
  7. Cara ministra, quanto vale la buona comunicazione? – Ricordate il Fertility Day? Qui Annamaria Testa ne fa un’analisi della comunicazione davvero strepitosa!
  8. La Scheda Prodotto Del Tuo Ecommerce Converte? – User Experience e comunicazione efficace per migliorare la rendita del proprio E-commerce.
  9. 7 consigli per migliorare Website Readability e incrementare le conversioni – Scrivere per catturare l’attenzione degli utenti. Un articolo che approfondisce tutti gli aspetti più utili.
  10. Content Marketing: una guida alla pianificazione strategica – Federico Olivieri, su Webhouse, ci parla di pianificazione dei contenuti.
  11. Diario di scrittura – Ancora Annamaria Testa, che ci parla di scrittura, ispirazione, revisione e blocco dello scrittore.
  12. Come scrivere il titolo di un articolo: 3 passaggi decisivi – Riccardo Esposito ci mostra come scrivere un titolo, passo dopo passo. Una risorsa sempre utile.
  13. Migliorare la conoscenza dei font analizzando i dettagli – Tiragraffi ci delizia con una risorsa utile per imparare a riconoscere le tipologie di font!
  14. 15 of the Best Email Marketing Campaign Examples You’ve Ever Seen – Email Marketing ed esempi, per rubare con gli occhi e imparare dai migliori!
  15. User Experience e Usabilità, per dare valore alle persone – Un concentrato di consigli da mettere in pratica, per progettare e costruire la propria presenza online (di Riccardo Coni).

Ora tocca a te: lasciami nei commenti la tua personale classifica!

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300 parole per un articolo? No. Non ci siamo. https://copywriter.giorgiotave.it/300-parole-un-articolo-no-non-ci/1151 https://copywriter.giorgiotave.it/300-parole-un-articolo-no-non-ci/1151#comments Fri, 07 Oct 2016 09:23:11 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1151 Continua]]> basta articoli da 300 parole

Articoli da 300 Parole? Boiate SEO!

Un giorno, la sconfinata galassia di Internet è stata invasa da alcuni esseri molto pericolosi: gli articoli da 300 parole.

Ebbene sì, chi ha avuto a che fare con la SEO e con la scrittura, prima o poi si sarà imbattuto nell’indicazione classica di creare articoli da 300 parole.

Sono stati vani i tentativi di tutti quelli che hanno a cuore una corretta divulgazione (alcuni virus non è così facile estirparli).

L’origine di questa indicazione ipotizzo che nasca da luoghi dove lo spazio è importante, per esempio i giornali e la carta stampata. Equivale, infatti, a circa una mezza cartella e in alcuni ambiti è richiesta.

Ma usare questa regola per Internet, dove lo spazio è un concetto molto relativo, è veramente stupido.

Inoltre, da un punto di vista puramente SEO è tremendamente folle. Vediamo perché:

1. Nei primi anni 2000, Google aveva un algoritmo antispam dedicato ai blog che faceva scattare un campanello d’allarme alla presenza di tanti articoli della stessa lunghezza, provenienti dallo stesso blog

Basterebbe questa informazione per far cessare immediatamente qualsiasi obiezione.

Creare articoli da X parole per la SEO è una cavolata.

2. Un argomento non si può esaurire sempre con lo stesso numero di parole. Gli amanti della scrittura dovrebbero rifiutarsi di scrivere testi in questo modo.

Lo so che qui entriamo nell’annoso problema del lavoro, ma non è questo il tema. È una questione di informazione corretta.

Se parliamo di questi argomenti, forse riusciamo anche a cambiare le cose. Se stiamo zitti e ci adeguiamo, non cambierà mai niente.

La maggior parte di questi articoli sono una semplice introduzione banale a un argomento. Non prendono in considerazione chi legge, la voglia di conoscenza che hanno le persone e cosa si ritiene importante e cosa no.

Non considerano i link come porte d’ingresso a nuovi mondi del sapere e, cosa più importante, la scrittura di questi articoli viene fatta con lo stampino. Il compito invece è quello di organizzare l’informazione e offrirla a chi legge, non a un bot.

3. Ci sarà sempre chi farà meglio.

Avete presente quando tutti dicono di non andare alle riunioni di condominio, poi succede che si ritrovano in 4 e decidono loro per tutti?

Ecco, è così: voi state scrivendo articoli banali da 300 parole, il resto del mondo sta approfondendo l’argomento. Internet è piena di contenuti e si andrà verso contenuti sempre più approfonditi.

Ma davvero ancora oggi siamo convinti che scrivere articoli da 300 parole sia la strada corretta?

Poi capita anche che andiamo a fare copia/incolla di questi articoli per il web, spammandoli a destra e sinistra?

“Sì però c’è il semaforo di Yoast che mi dice… “

Fermo, togliti questo pensiero dalla testa, Yoast è un buon plugin, ma il semaforo…

Parliamo di Yoast

Yoast vi raccomanda le 300 parole. Ma lo sapete che il campo della focus keyword è pieno di errori?

Se il vostro titolo è: Giorgio è Calabrese e nella focus keyword mettete Giorgio Calabrese, vi dice che la chiave non c’è.

E di errori di questo tipo, sulla focus keyword di Yoast, ne troviamo a raffica

Vi volete davvero fidare di uno strumento simile quando si parla di qualcosa di così importante come la parola?

Questa funzionalità di Yoast andrebbe bandita perché è un giocattolo da parole crociate che risulta fuorviante per la SEO. È diseducativo, sposta l’attenzione dalle cose importanti verso le cose inesistenti.

Inoltre cita la keyword density.

Ho capito che da piccoli, quando cade il primo dentino e troviamo i soldi sotto il cuscino, qualcuno può pensare che esista davvero un topolino a portali, poi da grandi capiamo chi è stato.

In realtà, anche da piccoli lo sappiamo.

Ma la keyword density nella ricerca viene usata da una funzione di ranking chiamata Okapi BM25, insieme a tanti altri parametri del 1970. Già allora, da sola, era una boiata pazzesca.

La Keyword Density però non è opinabile. È tecnicamente impossibile che funzioni. Almeno per chi conosce come funziona un motore di ricerca base, perché si rende conto in 3 secondi che non può funzionare.

Dire “io uso la Keyword Density del 3%, infatti sono secondo“, è come dire “io lavo la macchina, vedi che piove?“.

Nella vita esistono le coincidenze

Chi parla di Keyword Density in merito alla SEO dichiara semplicemente la propria ignoranza in materia.

Sapete quante volte ci posizioniamo con i semafori rossi? Se diventa rosso che succede? Yoast ci arresta?
Li potete usare, al massimo, se dovete controllare una redazione di 10 persone e farvi un giro rapido, non per farvi guidare nella cura dell’ottimizzazione di un articolo che come primo obiettivo deve avere quello di soddisfare il lettore.

Cercate di avere bene in mente chi è il vostro lettore, focalizzatelo, e scrivete per lui. Trattate i vostri articoli come dei piccoli gioielli di conoscenza, dove il vostro modo di scrivere è molto importante e le informazioni che offrite un vero approfondimento.

Dovete diventare riconoscibili, dovete entrare nella mente del lettore e restarci, per quello che siete e per i vostri contenuti.

Questo è più SEO di qualsiasi parola chiave inserita così a caso, perché lo dice qualcuno.

Altrimenti è peggio di quando seguite i concetti sulla SEO Semantica legata ai testi, cosa che a Google non frega un bel niente. La maggior parte (forse il 99% di voi) seguendo queste ricette spicciole fa una cosa tremenda: usa termini, parole, concetti e frasi già largamenti diffusi su internet.

E sapete cosa fa una persona normale quando legge queste cose che ha letto già in tanti altri siti? Le ignora. “Eh, ma le persone saltano da una parte all’altra delle righe“. Per forza, avete scritto questi testi con le indicazioni per ottenere un buon risultato SEO, che comunque non otterrete.

Posso darvelo un consiglio?

Trovate uno stile di scrittura. Uno vostro. Una voce. Un modo di esprimersi originale. È meglio di qualsiasi associazione di parole; d’altra parte Gramellini si posiziona senza la ricerca delle parole chiave. Anzi, se le inventa. E si posiziona lo stesso. Perché?

Perché tutta questa storia sui testi e la SEO è stata troppo gonfiata: bisogna conoscere l’argomento e saper scrivere.

La sfida del futuro?

Bisogna mantenere il lettore incollato, questa è la sfida del futuro, non infilare le parole SEO come quelle crociate.

Tenete il lettore incollato a voi e vedrete i risultati, diretti e indiretti.

E soprattutto, le analisi! Non fate attività di SEO sui testi senza poi analizzare cosa succede. Ma non tanto come vi posizionate, ma come reagiscono le persone ai vostri testi scritti.

Le analisi che si fanno sulle landing dovremmo spostarle anche sui testi.
Analytics e micro conversioni, quanto scrolla il lettore e a che punto va in una seconda pagina. Poi, qual è lo scopo di una pagina.

Lasciate perdere semafori di Yoast e SEO Semantica sui testi, focalizzatevi su chi legge.

Ecco i video su Fast Forward:

1° video sugli articoli da 300 parole.

2° video su Yoast e il semaforo rosso.

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Guadagnare con un blog: 4 nicchie di mercato ancora libere su cui puntare. https://copywriter.giorgiotave.it/guadagnare-un-blog-4-nicchie-mercato-ancora-libere-cui-puntare/1139 https://copywriter.giorgiotave.it/guadagnare-un-blog-4-nicchie-mercato-ancora-libere-cui-puntare/1139#respond Mon, 12 Sep 2016 11:00:48 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1139 Continua]]> 4 nicchie di mercato ancora libere su cui puntare.

Guadagnare con un blog è il sogno di molti italiani – 1300 circa – che ogni mese navigano in rete con la speranza di trovare interessanti idee, suggerimenti e casi studio da cui prendere spunto.

guadagnare-con-un-blog-keystudy

Ma la verità è che oggi non è più così semplice come un bel po’ di anni fa. Anche se in ritardo rispetto alla lingua inglese, anche Google Italia è ormai sovraffollato da professionisti del web o aspiranti tali.

Le nicchie e le keyword interessanti sono spesso già accaparrate da bravi player che hanno saputo vedere lungo e hanno iniziato a guadagnare con uno o più blog, già da tempo.

Ma nulla è impossibile per chi è convinto di poterlo fare e infatti con una continua ricerca e battendo a tappeto il web, alla ricerca di nuove ispirazioni, scopro spesso nicchie inesplorate, interessanti, in alcuni casi poco concorrenziali e con keyword medio/facili da posizionare lato Seo.

Ovviamente non faccio miracoli, ma qui sotto troverai quattro esempi davvero interessanti, in quattro settori totalmente diversi:

1 | Guadagnare cucinando… Un interessante connubio!

Guadagnare con un blog di cucina è davvero un’impresa ardua in realtà. Esistono ormai centinaia di siti web, gestiti dai cosiddetti “food blogger”.

Ma esistono delle nicchie ancora poco concorrenziali. Ad esempio negli ultimi anni vanno tanto di moda i succhi naturali, chiamati centrifugati o estratti, e circa 40.000 italiani cercano ogni mese la parola chiave “centrifugati”:

centrifugati-key

Di per sé questa keyword è difficile, ma non impossibile, da posizionare. Tu invece potresti sfruttare il successo e la crescente richiesta di queste ricette, sfruttando delle nicchie più piccoline e delle richieste più specifiche.

Ecco un elenco di keyword medio/facili da posizionare su Google con un buon lavoro Seo:

centrifugati-dimagranti-depurativi-anticellulite-energizzanti-keystudy

Oppure potresti puntare a fare qualcosa che veramente non ha ancora fatto nessuno in modo accurato:

scarti-centrifuga-key

Ovvero mostrare ai lettori – aspiranti cuochi salutari – come recuperare gli scarti della centrifuga, dell’estrattore, ma in generale di tutto il cibo, per creare ricette gustose.

Se ti fai un giro in rete, scoprirai che esistono molti food blog generalisti e nessuno specializzato per un singolo argomento, come ad esempio potrebbero essere i succhi.

E le fonti di guadagno in questo caso quali possono essere?

Nella maggior parte dei blog di cucina esistenti, ho visto come unica fonte di guadagno Adsense o Affiliazioni.

Tempo fa, avevo pensato seriamente di entrare in questa nicchia. La mia idea era di vendere e-book ricettari monotematici, esempio: “101 succhi a base di carota”, “1001 idee per riciclare gli scarti della centrifuga”, etc.

E, in un secondo momento, dopo aver raggiunto un traffico notevole sul blog, avrei portato la scuola di succoterapia in Italia.

Progetto poi andato in fumo perché le idee sono infinite, il tempo sempre quello. E io resto sempre del parere che sia meglio fare una sola cosa per volta ma fatta bene.

2 | Il blog mistico che non è ancora stato realizzato

Ci sono argomenti che hanno e avranno sempre il loro fascino mistico ed esoterico, ma questi vengono spesso divulgati poco e male sul web.

Ad esempio 8100 italiani circa, ogni mese, ricercano la parola chiave “sciamanesimo”:

sciamanesimo-keystudy

Una keyword medio facile da posizionare in prima pagina e poco concorrenziale.

Per questa parola chiave, infatti, trovi su Google solo siti web che promuovono i loro eventi dal vivo o sessioni individuali. I più coraggiosi hanno scritto un libro. Ma un blog ben fatto sull’argomento, in italiano, proprio non lo trovi.

Prendi la palla al balzo, diventa il punto di riferimento di questa piccola ma interessante nicchia di mercato e inizia a guadagnare con un blog dal sapore mistico ed esoterico.

Eccoti alcune keyword correlate che possono tornarti utili:

sciamanesimo-guarigione-keystudy

Con una ricerca più approfondita scoprirai che puoi fare una pagina per ogni animale guida, ad esempio, oppure spiegare la distinzione tra lo sciamanesimo indiano, siberiano, etc., e… il resto lo lascio decidere a te!

L’argomento è molto affascinante ma le fonti di guadagno quali possono essere? Qui sotto trovi alcune mie idee, ma ovviamente lascio spazio alla tua mente imprenditoriale:

o    vendita oggetti, cd di meditazione, libri sull’argomento, etc.;

o    vendita corsi dal vivo (tuoi o in affiliazione);

o    vendita video corsi (i cosiddetti “infoprodotti), e-book o tuoi libri cartacei sull’argomento.

3 | Una nicchia riservata (solo per chi ama i cani!)

Ricordo ancora oggi quando i primi “guru” del guadagno online utilizzavano come esempio sempre lo stesso e forse le avrai sentite anche tu queste parole:

Mettiamo che tu abbia la passione per i cani e sei bravo ad addestrarli. Perché non insegnare agli altri come si fa?

Quando ascoltai questa frase la prima volta, si illuminò sulla mia testa un’enorme lampadina… peccato che allora non avevo neanche il cane e ancora oggi, nonostante siano passati 3 anni da quando l’ho adottata, non ho mai addestrato neanche la mia piccola peste.

mira

Però, se tu te ne intendi sull’argomento, è arrivato il momento di prendere in seria considerazione l’idea di guadagnare con un blog che ti insegna come educare i cani, magari corredato di tanti video ed esempi pratici.

Pensa che la keyword “addestramento cani”:

addestramento-cani-keystudy

Ha 8100 ricerche mensili circa e una difficoltà, lato Seo, medio facile (più facile che media.)

O magari potresti pensare di specializzarti ancor di più, Vedi ad esempio queste key:

addestrare-cani-nicchie-key

Se studi e applichi le regole Seo basilari, non dovresti avere grandi problemi di posizionamento (anche se oramai è sempre un’incognita in continua evoluzione). Inoltre l’argomento è spesso molto apprezzato dal popolo di Facebook e Youtube.

Ti sconsiglio invece di utilizzare Google Adwords, in quanto molto caro e concorrenziale per questa nicchia.

Possibili fonti di guadagno?

o    Pubblicità Adsense o Affiliazioni.

o    Un tuo E-commerce di prodotti introvabili o a prezzo inferiore, rispetto ai negozi.

o    E-book e Video corsi.

o    Promuovere il tuo centro di addestramento o la tua professione di addestratore cinofilo.

4 | Guadagnare con un blog di viaggi, che figata!

Ricordo ancora l’immagine che avevo di me, seduto a un chiringuito all’ombra, mentre lavoravo col mio Mac.

Davanti a me un’immensa distesa di spiaggia, hai presente? Beh! Sappiamo tutti che la realtà è ben diversa.

Non fraintendermi, non è impossibile. L’ho fatto davvero quando vivevo a Rio de Janeiro. Ma ti assicuro che il caldo pazzesco, la gente che gioca a beach volley e la gnocca che passa, ti fa venir voglia di tutto, tranne che di lavorare al tuo blog 😉

Detto questo: è davvero possibile guadagnare con un blog che parla di viaggi?

Se ti specializzi in una piccola nicchia, forse sì.

Ad esempio pochi sanno che 390 italiani circa, ogni mese, cercano informazioni per andare a vivere a Madrid:

vivere-a-madrid-key

Certo non è tra le più ambite, ma proprio per questo la keyword in questione è medio facile da posizionare in prima pagina e la concorrenza è quasi pari a zero.

Perché non guadagnare con un tuo blog che parla di Madrid: 400 italiani ogni mese stanno aspettano solo te. E poi, magari, è la volta buona che ti trasferisci nella bellissima e movimentata capitale spagnola.

In conclusione: è davvero possibile?

Questi sono solo spunti utili ovviamente. Troverai tanti altri casi studio e ricerche di mercato sul mio sito web e nei prossimi guest post che pubblicherò qui, sul Magazine.

Però, la verità, a differenza di quello che può essere il pensiero comune, è che esistono ancora molte nicchie di mercato inesplorate o poco utilizzate.

E di questo personalmente ringrazio:

  • la pigrizia degli Italiani (che sperano di guadagnare con un blog già dal primo mese);
  • tutti i pseudo guru che professano il “Nuovo Web Marketing a Base di Facebook Ads”.

Ormai la maggioranza è fortemente convinta che la Seo sia morta. Puntano tutti sulla pubblicità di Facebook e noi non possiamo fare altro che ringraziarli, facendo l’esatto opposto.

L’unico vero difetto di tutto ciò è che per guadagnare realmente con un blog bisogna:

a)    dare contenuto utile e di reale valore;

b)    fare un buon lavoro di posizionamento;

c)    crederci davvero e perseverare, perché i risultati veri li inizi a vedere dopo almeno 6 mesi (a mio avviso!)

E tu? Hai già iniziato a guadagnare con un blog o hai un’idea e un progetto in testa, ma ancora non sei riuscito a implementarlo?

Raccontaci la tua esperienza e il tuo punto di vista qui nei commenti.

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#FertilityDay, ecco i brand del real time marketing https://copywriter.giorgiotave.it/fertilityday-brand-del-real-time-marketing/1132 https://copywriter.giorgiotave.it/fertilityday-brand-del-real-time-marketing/1132#respond Fri, 02 Sep 2016 14:11:34 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1132 Continua]]> Non tornerò sulla questione del Fertility Day, semplicemente perché se ne è già parlato molto.

Quasi tutti i pareri letti e sentiti concordano nel citare questa campagna di comunicazione come uno dei più grandi fail di questo governo. I motivi sono molteplici, uno su tutti l’erroneo messaggio che traspare dal lavoro di copywriting svolto dai creativi a cui il lavoro è stato assegnato.

Attenzione, però: sappiamo bene quanto incida il volere del cliente su un lavoro simile, ecco perché non starò qui a puntare il dito su nessun professionista.

Quello che voglio fare, invece, è mostrare come alcuni brand abbiano saputo cogliere l’attimo, realizzando lavori sulla falsa riga delle cartoline volute dal Ministero. Sono lavori che mi piacciono molto per ingegno e creatività. Se ne conoscete altri, segnalatemeli nei commenti.

Ceres

Ormai Regina indiscussa del Real Time Marketing, Ceres ci mette la sua firma anche questa volta, realizzando una cartolina esilarane e geniale. Ecco il post originale.

ceres fertilityday

Althea

Anche Althea, ultimamente, ci sta regalando perle creative davvero interessanti. Questa è una di quelle.

L’aver giocato con il verbo sfornare rende questa cartolina davvero azzeccata. E poi, solo a me è venuta voglia di lasagna, guardando la foto? Ecco qui il post originale.

althea fertility day

Doimo

Qui, Doimo ha scelto di giocare sul fattore tempo. E ha fatto bene, se consideriamo che una delle cartoline meno apprezzate è stata proprio quella che incitava le donne a “muoversi” nel procreare.

Messaggio azzeccato, immagine azzeccata e copy in linea, anche nel post di Facebook (che trovate qui).

doimo fertility day

Pratiko

Anche Pratiko ha scelto di giocare su una parola assolutamente in linea con il brand: la fertilità è tale in qualsiasi forma naturale.

Ecco, allora, che copy e visual diventano uno slogan per promuovere la linea di arredo e utensili da giardino. Qui il copy originale.

pratiko

Se conosci altri lavori di aziende che hanno giocato sul fail del momento, segnalameli nei commenti e li aggiungerò alla raccolta!

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I migliori articoli del 2015 – Copywriting e Web Writing https://copywriter.giorgiotave.it/i-migliori-articoli-del-2015-copywriting-e-web-writing/1123 https://copywriter.giorgiotave.it/i-migliori-articoli-del-2015-copywriting-e-web-writing/1123#comments Wed, 16 Dec 2015 09:35:26 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1123 Copywriting e WEB WRITING

Ci siamo, anche questo anno sta per concludersi.

Anche questa volta, ci troviamo a fare i conti con i mesi appena trascorsi, guardando e riguardando ciò che abbiamo avuto sotto gli occhi e ciò che ci porteremo dietro anche nel nuovo anno. I contenuti migliori, per esempio.

Ho selezionato una serie di articoli e guide molto interessanti, tutti creati intorno a due temi unici: il Copywriting e il Web Writing.

C’è bisogno di qualità, molto bisogno, quindi non lasciamoci sfuggire il valore che alcuni contenuti possono darci.

Ecco i migliori post del 2015, rigorosamente in ordine sparso.

Copywriting e Web Writing

  1. Beginner’s Guide to Content Marketing – Un’utilissima guida al Content Marketing by Moz.
  2. Refuso. Esempi, soluzioni e scongiuri.Pennamontata ci guida alla ricerca dei refusi e delle correzioni da attuare.
  3. Il Business Model per il Blogging – Come si pianifica un business model per il Blogging? Ce lo spiega Webhouse in questa interessante guida.
  4. Scrivere il titolo perfettoCome si scrive un titolo perfetto (o quasi)? Con questi consigli puoi sicuramente migliorare la tua tecnica!
  5. 180 domande contro il blocco dello scrittore – Hai il blocco dello scrittore? Prova a farlo sparire con queste 180 domande!
  6. L’anatomia del moderno web writer – Piccola perla firmata CopyBlogger, da leggere e rileggere!
  7. Scrivere per farsi ascoltare – La maestria di Luisa Carrada in un articolo pieno di sapere!
  8. Giornalismo e Blogging Daniele Imperi ci parla di quanto l’uno faccia bene all’altro, e viceversa. Ottima guida.
  9. Tag e Categorie: guida all’uso! – Un articolo molto utile sull’utilizzo di tag e categorie nel blogging.
  10. Come selezionare e organizzare le fonti del blog! – Riccardo Esposito ci regala questa perla sulle fonti. Da leggere. Ora.
  11. Le 50 caratteristiche del bravo copy – Articolo meno recente, ma rivisitato nel 2015. Jeff Bullas ci dice cose molto interessanti sul mestiere di copy.
  12. I 10 comandamenti del content marketing Brian Solis ci accompagna in questa lista di comandamenti… da seguire!
  13. Guida al Visual Content MarketingSocial Media Examiner ci guida attraverso il visual content marketing, con esempi, consigli e tool da provare.
  14. Quali saranno i trend del content marketing, nel 2016? – Ce lo spiega Social Media Today, con tanto di infografica!
  15. Food Copywriting: anche il cibo si racconta – Un utilissimo post su Digitalic!
  16. Scrivere è questione di metodo – Direttamente da un interessante articolo del The Guardian. Da leggere.
  17. La checklist per il contentQuesta devi leggerla e, magari, stamparla pure!
  18. Una guida all’ottimizzazione dei contenuti10 tips a cui devi pensare, quando ottimizzi un testo.
  19. Come si crea un contenuto che converte? – Il Tagliaerbe ce lo spiega magistralmente!
  20. Content Marketing per Hotel – Una presentazione di Alessio Carciofi che merita di essere vista!

Questa la nostra personale selezione del 2015.

20 perle di saggezza da leggere e conservare.

Ne hai altri che pensi debbano entrare in lista?

 

 

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https://copywriter.giorgiotave.it/i-migliori-articoli-del-2015-copywriting-e-web-writing/1123/feed 2
#CopyCollection, i migliori articoli in tema Copywriting – Settimana 2 https://copywriter.giorgiotave.it/copycollection-i-migliori-articoli-in-tema-copywriting-settimana-2/1119 https://copywriter.giorgiotave.it/copycollection-i-migliori-articoli-in-tema-copywriting-settimana-2/1119#respond Wed, 22 Jul 2015 08:31:36 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1119 Continua]]> copycollection2

Eccoci alla seconda settimana della CopyCollection!

Dopo il primo appuntamento (#CopyCollection Settimana 1) abbiamo di nuovo selezionato gli articoli migliori in tema copywriting, blogging e content marketing. Se hai risorse che pensi possano inserirsi nella collezione, segnalale pure nei commenti.

#1 – Il Content Marketing secondo PornHub

Anche questa settimana Riccardo Esposito ci regala un contenuto davvero interessante: con questo articolo vengono analizzati dati e tecniche utilizzate dal noto sito pornografico per attirare e fidelizzare i suoi utenti.

Sì, perché il porno (per PornHub) non è solo video e performance, ma molto di più. Il suo particolare modo di acquisire traffico può insegnarci davvero molto: qui trovi l’intero articolo.

#2 – Brand Guidelines, un manuale tutto per te!

Pennamontata ci regala questo fantastico manuale di brand guidelines, davvero utile per iniziare a concepire (se ancora non lo hai fatto) l’importanza di un’identità precisa e univoca per il tuo brand!

Puoi scaricare l’indice delle linee guida principali in PDF. Fai come me, scaricalo, stampalo e tienilo a portata di mano, come una Bibbia!

#3 – Sai cosa è importante analizzare tra i dati del tuo blog?

The Social Ms ci accompagna attraverso un’analisi guidata dei dati più importanti da monitorare, tra le statistiche del nostro blog.

Ci sono metriche fondamentali, che ci aiutano a capire verso quale strada stiamo andando e cosa è possibile migliorare. Qui ne troviamo 5 in particolare, tutte rivolte all’acquisizione di dati fondamentali per il nostro traffico online.

Qui trovi il post in lingua inglese, buona lettura!

#4 – Come si scrive un comunicato stampa?

Tra i tanti articoli che ne parlano, ho selezionato questo post di Alessandro Scuratti, davvero molto utile per impostare la creazione di un comunicato stampa che funzioni.

I consigli offerti sono numerosi, a te la responsabilità di farne buon uso!

#5 – Le Personas contanto. Ma chi sono?

Nel content marketing è importante rispettare un parametro: la Personas.

Ma chi è? E come ci aiuta nella nostra strategia?

Ce ne parla Webhouse in un interessante articolo esplicativo, che ci accompagna attraverso la descrizione e l’analisi di questi personaggi del marketing!

Anche per questa settimana le risorse si concludono qui. Vuoi segnalarne altre? Scrivici nei commenti. Alla prossima settimana, con il terzo appuntamento!

 

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https://copywriter.giorgiotave.it/copycollection-i-migliori-articoli-in-tema-copywriting-settimana-2/1119/feed 0
#CopyCollection, i migliori articoli in tema Copywriting – Settimana 1 https://copywriter.giorgiotave.it/prima-raccolta-post-copy/1116 https://copywriter.giorgiotave.it/prima-raccolta-post-copy/1116#comments Wed, 15 Jul 2015 07:10:32 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1116 Continua]]> migliori articoli copywriting

Su internet, lo avrete letto già milioni di volte, siamo bombardati di contenuti, ogni singolo giorno.

Non è facile riuscire a capire quali contenuti selezionare, per questo abbiamo pensato di creare una raccolta settimanale dei migliori articoli in tema, che puoi consultare come vuoi, ogni volta che vuoi.

Quali argomenti sono il focus principale?

  • Copywriting
  • Web Writing
  • Blogging
  • Content Marketing in generale

Alcuni contenuti sono in lingua inglese, ma siamo sicuri che questo non sia un problema per voi. Vero?

#1 – Un po’ di statistiche per chi fa Blogging

My Social Web ha pubblicato, qualche giorno fa, un interessante articolo che mette in luce sette diverse statistiche, utilissime per ogni blogger. La cosa interessante è che i dati rilevati possono davvero cambiare il modo di ripensare un contenuto, ecco allora che è utile leggere cosa ci dice il buon Riccardo Esposito: 7 statistiche che cambieranno il tuo modo di fare blogging.

#2 – Un po’ di informazioni utili sulle CTA

Demian Farnworth illustra sapientemente come costruire call to action che motivino all’azione. Sul serio, però.

In questo interessante articolo ci parla di “call to action penalty”, a voi la scoperta: 5 Ways a Penalty Can Dramatically Improve Your Call To Action.

#3 – Content Strategy: come si fa?

Web in Fermento ci propone una serie di casi di successo sulla content strategy. In questo articolo sono 7 gli esempi presi in considerazione, con i quali analizzare e ipotizzare un esempio di strategia vincente per la propria (piccola) azienda. Godetevelo: 7 casi di studio eccellenti di Content Strategy per piccole aziende.

#4 – ADV Vintage, la storia pubblicitaria di una nota azienda italiana

Vi siete mai chiesti come riuscire ad avere nuove idee in ambito pubblicitario? Il copywriting, alla fine, ha bisogno di ispirazione e allora ecco un articolo altamente ispirante, basato sull’adv vintage di una nota azienda italiana, la birra Moretti!

Buona lettura: ADVintage 1970 – Addà Venì Baffone

#5 – È arrivata la fine dei blog accademici?

Se da una parte molti professionisti sono “costretti” ad aprire un blog, di cosa parleranno, oggi che tutto è stato detto e ridetto in centinaia di modi?“.

Questa è la premessa con cui il blog Penna Blu apre le danze. Che fine hanno fatto i blog accademici? Ora che tutto è stato scritto e detto, ha senso parlare ancora di qualcosa? E se sì, come?

Le risposte nell’interessante articolo: La fine dei blog accademici.

Con questi cinque articoli chiudiamo la #CopyCollection numero 1.

Piaciuta la selezione?

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Scrivere bene migliora il mondo [Esercizio Pratico] https://copywriter.giorgiotave.it/scrivere-bene-migliora-il-mondo-esercizio-pratico/1110 https://copywriter.giorgiotave.it/scrivere-bene-migliora-il-mondo-esercizio-pratico/1110#comments Thu, 12 Mar 2015 14:15:04 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1110 Continua]]> Oggi ho rischiato un (mezzo) infarto.

Stavo beatamente scorrendo la bacheca di Facebook nella mia pausa pranzo, quando il pranzo mi è andato di traverso. Ecco cosa ho trovato:

Esempio di sbagliata informazione

“Caspita!”, mi sono detta, “Conosco l’Istituto di cui si parla, come è possibile che abbiano trovato una situazione simile? Non ci posso credere!”.

Poi ho cliccato l’articolo, per leggero. E per fortuna non sono una che si ferma solo al titolo. Sì, per fortuna.

Ma non voglio raccontare la mia esperienza, voglio fare un gioco con te (un gioco formativo, sia chiaro!): leggendo l’anteprima di questo articolo, così come è stata pensata (titolo + descrizione) cosa supponi sia successo? Come leghi l’evento guardia di finanza all’Istituto con lotta all’evasione fiscale?

Sono curiosa di sapere la tua opinione.

Solo dopo concluderò il mio articolo, perché mi interessa vedere prima la tua reazione legata alla comunicazione di fatto.

Scrivimi pure nei commenti!

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Quando politica e comunicazione si scontrano: un caso tutto italiano? https://copywriter.giorgiotave.it/quando-politica-e-comunicazione-si-scontrano-un-caso-tutto-italiano/1106 https://copywriter.giorgiotave.it/quando-politica-e-comunicazione-si-scontrano-un-caso-tutto-italiano/1106#comments Thu, 29 Jan 2015 10:04:27 +0000 https://copywriter.giorgiotave.it/?p=1106 Continua]]> Comunicazione politica

Sono passati solo pochi giorni dall’entrata in scena di #VeryBello, un insuccesso (almeno per ora) tutto italiano. Tanti professionisti hanno detto la loro, creando sui social network un tam-tam di opinioni e critiche più o meno costruttive. Questo articolo non sarà l’ennesima presa di posizione legata al progetto, ma è un’analisi di come la base di ogni lavoro di successo manchi totalmente nel panorama politico italiano: la comunicazione.

I social network sono ormai entrati di diritto tra i mezzi di comunicazione più utilizzati, anche in Italia. Abbiamo un governo che ha scelto di puntare molto sull’aspetto digitale del proprio Paese, tanto da creare i famosi Digital Champions, figure professionali che hanno il compito di portare avanti (in ogni comune) questa rivoluzione digitale, avviata già troppo in ritardo. Ormai leggiamo le notizie su internet, acquistiamo spesso e-book invece di libri, mandiamo un messaggio utilizzando applicazioni piuttosto che il semplice sms. Siamo a tutti gli effetti una società digitale. Sì, noi (forse).

Ma come siamo messi sul piano politico? Chi ci governa sa comunicare attraverso i mezzi che internet ci mette a disposizione? I politici italiani usano davvero il web per ascoltare il popolo?

La comunicazione come base per l’ascolto

In qualsiasi momento della vita c’è bisogno di ascoltare, anche quando si comunica in privato, dentro le mura di casa propria. Se non c’è ascolto, non c’è dialogo. E se non c’è dialogo, non esiste comunicazione. Fatichiamo a farci capire, qualche volta, ma nonostante tutto ci proviamo. E se dall’altra parte chi dovrebbe ascoltarci volta lo sguardo o, ancora peggio, reagisce con presunzione, cade ogni presupposto per una convivenza civile.

Nel mondo politico questo concetto vale molto più che nelle altre sfere che compongono la società. Noi, come semplici cittadini, ci affidiamo a chi dovrebbe guidarci e chiediamo aiuto nel momento in cui ne abbiamo bisogno. Proviamo anche a dare consigli, a chiedere attenzione, a fare qualche critica costruttiva. Quello che ci aspettiamo indietro è solo l’ascolto.

Cosa succede quando si innesca questo processo nel mondo politico italiano? Possiamo vederlo con qualche esempio reale.

La supponenza non è la strada giusta

Uno dei casi che fa più discutere è quello del vice Presidente del Senato Gasparri.

Presente su Twitter con poco più di 50mila follower, la sua è una figura di spicco nel nostro governo. Ha un ruolo importante e proprio per questo è fondamentale che la sua comunicazione passi senza problemi dal politico al cittadino. Invece, quello che succede è l’esatto contrario: l’utilizzo del social network da parte del politico parte da basi totalmente sbagliate, che ricorrono il più delle volte alla maleducazione, alla supponenza e all’attacco.

Ecco un tweet di esempio:

gasparritweet1

In questo tweet di qualche mese fa, il vice Presidente del Senato offendeva gli inglesi. Tutti, nessuno escluso. In risposta al tweet, un normale cittadino emigrato risponde evidenziando il suo disagio nell’aver lasciato il Paese a causa di un futuro che non esiste. Un futuro che gli stessi politici potrebbero migliorare.

La risposta di Gasparri potete leggerla di seguito. Mi auguro che tutti siano d’accordo sul ritenere una risposta simile un vero danno per chi la comunicazione la vive e la utilizza per lavoro.

Mi sarebbe piaciuto vedere un Gasparri diverso, umano e comprensivo. Sarebbe bastata una risposta simile a “Hai ragione, non siamo riusciti a tenerti. Dovremo fare di più“. Basta, solo questo. Bastava l’ascolto, bastava togliersi dal ruolo di politico supponente e mettersi sul piano del normale cittadino. Bastava poco, eppure non è stato fatto. Bisogna far notare (oltre questa sbagliata comunicazione politico-cittadino) che Gasparri blocca i profili di chi prova a dialogare con lui proprio in merito al suo utilizzo di twitter. È questo che chiediamo ai nostri politici?

Se manca l’ascolto, manca il dialogo

Tornando a #VeryBello, ecco come Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, risponde a chi fa notare i tanti errori presenti nel progetto appena presentato. Tra i migliaia di messaggi, tantissime critiche costruttive da cui poter imparare e tanti cittadini partecipi da cui ascoltare. E invece…

Cosa avrei voluto leggere nel tweet di Franceschini? È semplice. Sarebbe bastato un “#VeryGrazie per i vostri messaggi, cercheremo di migliorare il progetto in base ai vostri suggerimenti!“. Punto.

Perché una risposta così semplice è tanto faticosa da scrivere, caro Ministro?

Non rispondere mai. Perché?

Dando uno sguardo nei vari social, ho voluto analizzare le risposte dei politici ai cittadini su Facebook. Con mio grande stupore ho notato che la maggior parte di loro non risponde mai a commenti o richieste varie sulla bacheca.

Perché?

Certo, non è possibile rispondere singolarmente a ogni cittadino, a volte i commenti sono migliaia e diventa davvero difficile dare una risposta a tutti. Ma perché non dare almeno qualche risposta ogni tanto oppure rispondere con un singolo post alla domanda più insistente dei cittadini?

A cosa vengono usati i social, se non per dialogare con i cittadini? In questo senso, diventano solo vuoti contenitori di propaganda politica, perdendo del tutto il ruolo di mezzi di comunicazione per cui sono stati creati.

Se conoscete politici che rispondono ai commenti, fatemelo notare. Sarò felice di citarli.

A cosa serve comunicare?

Il dialogo, in politica, è fondamentale perché permette al cittadini di esprimersi ed essere ascoltati e al politico di comprendere e migliorare. Se togliamo questi presupposti, ogni utilizzo dei social network (ma anche di blog o siti) diventa sterile.

Comunicare con il popolo è un atto dovuto e questo vale per le piccole amministrazioni e per le grandi. Nessuno dovrebbe esimersi dal dialogare online con i cittadini.

Quale è la buona comunicazione, allora? È quella che:

  • Non utilizza supponenza, offese o silenzi
  • Ascolta tutti, dal semplice cittadino al collega politico
  • Non censura gli utenti, bloccandoli o cancellandone i commenti
  • Utilizza i social conoscendone le potenzialità e le regole
  • Risponde quando e dove possibile, con il massimo rispetto per tutti

Bisogna riconoscere che non tutti i soggetti politici hanno il tempo o le competenze per farlo. Ma esiste la soluzione: in questi casi c’è la possibilità di farsi aiutare da un professionista del settore, che cura i rapporti e le comunicazioni con l’esterno, tenendo conto delle famose regole sociali.

Non è una cattiva soluzione, sicuramente eviterebbe errori grossolani come quelli commessi da Gasparri.

Una nota a parte merita il discorso inverso, cioè quando è il cittadino a non rispettare la comunicazione, utilizzando offese, epiteti o attacchi verso il politico: in questo caso io eviterei la polemica, perché non porterebbe a nulla. Le soluzioni potrebbero essere due: ignorare totalmente le offese, senza cancellarle, oppure rispondere utilizzando la massima gentilezza, cosa che il più delle volte spiazzerà l’interlocutore maleducato e porterà alla fine della discussione.

Un approfondimento

Ci sarebbe molto altro da dire su questo argomento. Lascio il resto delle parole a Dino Ameduni, esperto di comunicazione politica di Bari.

Tu hai qualcosa da dire ai nostri politici sul loro uso dei mezzi sociali? E pensi che questo sia un problema tutto italiano? Parliamone nei commenti!

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