Copywriting: nuova sintassi da Web 2.0 per linguaggi in crisi di nervi


Nessuno ti capisce? Prova con la sintassi Web 2.0, con un pò di semplicità la pillola va giù, tutto si capirà di più. Pillole di copywriting per burocrati.

Ti senti incompreso? Soffri di abbandono delle pagine del tuo sito web? Conversioni depresse? Non andare in paranoia. Forse hai solo bisogno di “svecchiarti” un po’.

Ecco perché ti conviene un po’ di copywriting 2.0 terapia. Partiamo dall’inizio.

20 anni di web: linguaggio e copywriting dalla carta ai pixel.

Sembra passato tutto in un battito di ciglia, eppure il web sta per spegnere 20 candeline. In questi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione, nel nostro modo di cercare e reperire informazioni, leggere il quotidiano e prospettare il futuro. In tutto questo la sintassi ha giocato un ruolo fondamentale.

Dalle prime e semplici trascrizioni di ciò che era scritto per la carta, negli anni il web ha richiesto ed imposto una propria e specifica forma di espressione, che si è allontanata completamente dai rigidi codici dell’aziendalese.

Questa evoluzione ha toccato diversi ambiti: dal giornalismo all’advertising, il linguaggio nella comunicazione ha subito una grande metamorfosi. Ma non solo. Oggi tutto prende spunto dal web, e cerca di adattarsi nella forma e nello stile, a questo stile linguistico.

Ci sono però alcuni ambiti, come ad esempio la burocrazia o quelle professioni solite a linguaggi complicati, in cui ancora si fatica ad abbracciare una sintassi più semplice.

Il cambio generazionale: un problema di incomprensione.

Il web è una repubblica democratica fondata sull’uso di un unico codice: la semplicità.

Il caso clinico è questo:

“edito contenuti altamente qualificati, densamente ricchi di informazioni, d’impareggiabile utilità e redatti con il più forbito dei linguaggi, ma il mio sito genera un altissimo tasso di abbandono, e non posso comprendere la motivazione intrinseca che porta a questo comportamento”.

Che sia difficile abbandonare la strada vecchia per la nuova lo sappiamo. La paura è grande quando ci addentriamo in territori sconosciuti. Questo genera ansia da prestazione. È come quando i figli arrivano all’adolescenza, ed i genitori pensano di avere in casa degli alieni. È così che nasce una crisi. Una serie di incomprensioni, codici differenti, e i messaggi non passano più.

Bisogna cambiare atteggiamento per ritrovare la comprensione reciproca.

Tanti pensano che abbandonare parole arcaiche o appellativi come “pregiatissimo”, sia dequalificante per i propri contenuti. Altri, invece, amano le complicazioni proprio perché restringono il raggio di coloro che li possono capire, autoipnotizzandosi con una strana idea, tale per cui si sentono felici che solo alcuni eletti li possano comprendere. Altri ancora utilizzano un linguaggio oscuro e complicato, imbottiscono testi di parole architettate per essere incomprensibili, quando, strizzando il tutto, si capisce come fosse solo un volo pindarico privo di alcun significato.

Questa trappola mentale però porta a scontrarsi con le abitudini 2.0.

Convincere le persone ad abbandonare il retaggio della “sintassi ipnotica e drogata di psico-vocaboli” non è facile. Ma se l’obiettivo è la guarigione dall’alta frequenza di rimbalzo e l’aumento del tempo di permanenza sul sito, possiamo indicare una terapia semplice, quasi quanto bere un bicchiere di acqua.

Copywriting 2.0 per burocrati: pillole per stare bene sul web.

Hai un buon contenuto, hai chiarito l’obiettivo, hai pianificato ciò che volevi scrivere.

Definito il cosa ed il perché, resta il come.

Quale terapia consigliare al linguaggio per stare sereno ed avere successo sul web? Ecco un cocktail vitaminico per uscire dalla depressione da permanenza zero:

dplastino - copywriting-leggero

Immagine di Donatella Plastino (@dplastino)

  • Pillola bianca: semplicità e leggerezza. Non fare il prezioso. Se vuoi essere letto, falla facile. Soprattutto tu, che hai argomenti non proprio alla portata di tutti.
  • Pillola verde: concretezza. Concentrati sul focus, dall’intro alle conclusioni. Impara a tagliare cosa non serve, riassumi, concentra e vai al dunque.
  • Pillola arancio: scrivi per le persone, non per i manuali. È più probabile che chi ti legge non sappia nulla sull’argomento. Non essendo un addetto ai lavori, non vorrà di certo credere di aver stampato un estratto della Gazzetta Ufficiale o simili. Devi soddisfare il bisogno di informazioni del tuo lettore, non il tuo ego da cattedratico.
  • Pillola rossa: emozioni. Ci ha detto che una legge o una procedura non possa essere coinvolgente? Aggiungi un po’ di sentimento al tuo testo. Vedrai come sarà più piacevole.
  • Pillola azzurra: anche le immagini parlano. Associare contenuto ed immagini non solo rende il tutto più piacevole e scorrevole, ma aiuta a dare senso al testo.
  • Parlare potabile: il tutto va assunto ad ogni approccio al web, prima di mangiare bit, con  acqua microbiologicamente pura.

Concludendo.

Sul web oggi si trova tutto, o quasi. Se vuoi dare il tuo buon contributo per diffondere conoscenza ricordati di comportarti secondo le regole di questo ambiente.

Certo, “content is the king”, ma anche la forma aiuta.

Questo non significa sminuire la tua cultura o la tua proprietà lessicale e sintattica. Semplicemente usare le tue competenze linguistiche in maniera differente, adeguando il tuo stile a ciò che è proprio del mezzo. Questo renderà i tuoi contenuti spendibili. Piacerai ai lettori, e piacerà anche a Google.

Uscire dai propri confini è difficile; superare i limiti comporta fatica ed impegno. Questa piccola lista non sarà la panacea di tutti i mali, ma non avrà nemmeno un effetto placebo. Provare per credere.

Non essere chiuso, in fondo anche le banche oggi si cimentano nei musical.

E tu, cosa ne pensi? Sei pronto ad alleggerirti di un peso dal cuore e simpatizzare sul web? Se ti è piaciuto questo post, lasciami un commento, sarei curiosa di leggere la tua opinione, oppure condividilo nei tuoi social preferiti.

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