Il vostro blog aziendale è infestato dai fantasmi. Ecco cosa fare per limitare i danni


url-7Acchiappa il ghost blogger!

Su molti blog aziendali si percepisce la presenza di un “esterno”. Quest’ultimo non fa parte dell’organizzazione ma viene assunto per creare i contenuti. Non ha niente a che vedere con un comune consulente che affianca la società durante l’attività di blogging.

Parliamo di ghost blogger termine che – appunto – deriva da ghost writer, professionista che “veste i panni” di terzi durante la creazione di articoli, discorsi, messaggi mediatici. I politici ne fanno un grande uso perché devono coprire con le belle parole gli scarsi contenuti che propinano al popolo.

Si capisce che non sono un grande sostenitore dei ghost blogger?

Blog aziendale: specchio dell’azienda e non finto cartellone pubblicitario

Le imprese dovrebbero tenersi alla lontana da queste figure. Innanzi tutto perché ingannano il lettore che crede di leggere un contenuto realizzato da un componente dell’azienda. In secondo luogo, il ghost blogger, senza conoscere le dinamiche interne, le problematiche dei clienti, l’evoluzione dei prodotti, non sarà mai in grado di realizzare contenuti interessanti. I suoi articoli saranno inevitabilmente troppo vaghi o scontati.

Come acchiappare un “fantasma” durante la lettura di un blog aziendale

Di seguito una serie di consigli per individuare la presenza di “fantasmi” in un blog della concorrenza.

  • Valutate la linea editoriale del blog. Un ghost blogger, come anticipato precedentemente, non è in grado di coprire tutti gli argomenti che ruotano intorno all’azienda. Questi, possono essere realizzati soltanto da chi vive in prima persona le situazioni. Quando gli articoli parlano esclusivamente di feste, cerimonie, scampagnate all’aria aperta, allora sicuramente c’è lo zampino di un ghost blogger!
  • I commenti sono la parte animata di un blog. Provate a lasciarne uno relativo a una problematica sorta utilizzando un prodotto o servizio. Fate molta attenzione a chi vi risponde e a come lo fa (sempre che lo facciano). Alla richiesta di una delucidazione tecnica, il ghost blogger non potrà mai dare una risposta soddisfacente.

Un consulente che vuole aiutare un’azienda a realizzare un blog, dovrebbe curarne la linea e il calendario editoriale, come attrarre traffico di qualità ed altro. Non deve sostituirsi ai veri “protagonisti”. Il suo compito è sollecitare e sostenere l’attività di blogging.

Se proprio non potete farne a meno di un ghost blogger – soprattutto agli inizi – lasciate che vi dia qualche consiglio per sceglierne uno veramente capace. Il candidato deve soddisfare dei requisiti concreti. Pertanto assumete un’eccellente scrittore capace di mettere in atto la teoria della conversione (convincere la gente ad agire).

Date uno sguardo al vero curriculum: la presenza

La prima cosa da fare è valutare la maniera in cui scrivono. Scoprite se hanno un blog.

  • Gli articoli sono scritti bene? Vi sembrano frettolosi?
  • Sono risorse preziose?
  • Ripetono le stesse parole più e più volte?
  • Ripropongono informazioni già presenti in rete?

Nel giudicare il loro lavoro, pensate agli articoli come “pagine di atterraggio” di un’ipotetica ricerca da parte di un potenziale cliente. Esiste una coerenza tra la ricerca e il risultato prodotto?

Valutate il loro grado di aggiornamento

Un’altra cosa da fare è vedere quanto sono informati sui cambiamenti. Chiedetegli in maniera molto schietta di illustrarveli: «Cosa ha fatto ultimamente Google con gli aggiornamenti del suo algoritmo? Ho sentito parlare di panda, pinguini, colibrì e piccioni. Cosa significano?»

Se il candidato ghost blogger non è in grado di spiegarvelo in parole semplici, lasciate stare! Molto probabilmente il settore SEO e la generazione di contenuti on-line sono argomenti a lui sconosciuti (o quasi).

Ci sarebbe ancora altro da dire. Un blog aziendale che si avvale della collaborazione esterna deve considerare attentamente la presenza o meno di un ghost blogger.

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