I 5 clienti che un copywriter non vorrebbe mai avere


I 5 peggiori clienti che un copywriter possa avereClienti, croce e delizia di tutti noi poveri freelancer.

Come sta iniziando il tuo 2014? Hai preso nota della parola d’ordine di questo anno? Tranquillo, sei ancora in tempo per farlo. Mentre ti appunti qualche linea guida, io mi diverto a elencare una lista dei clienti che un copywriter non vorrebbe mai avere. Scommetto che a fine post mi darai ragione. Se così non fosse niente paura, aspetto la tua mini lista nei commenti.

Ecco la mia.

#1 Il cliente Tuttofare

Ovvero…
Guardi, apprezzo il suo lavoro, ma al resto penso io, lei mi passi solo i testi con word

Questa è la risposta che ricevo ogni tanto dai cosiddétti clienti Tuttofare. In sostanza quello che vogliono è un articolo (o un insieme di articoli) scritto in formato .doc e consegnato per email, senza nessun altro intervento a fare da contorno. Niente inserimento “in loco” e formattazione, niente analisi delle visite attuali al blog, niente possibilità di interagire con gli altri contenuti e porte chiuse ai social e ai loro numeri. Il vuoto totale. Tanto al resto “ci pensa lui”.

Mi riesce molto difficile lavorare con clienti simili. Perché?

Quando faccio il mio lavoro ho bisogno di circondarmi di tutte le informazioni possibili sul cliente, la sua azienda, il sito web, il blog, i competitor, i social e chi più ne ha, più ne metta. Il copywriter non scrive un testo in .doc e lo invia per posta, sarebbe davvero sprecato!

Soluzione: Ogni volta che mi è capitato un cliente simile mi sono armata di buona volontà e pazienza e gli ho spiegato come e perché il mio lavoro sia fondamentale solo se completo. Spesso i clienti chiedono un servizio simile perché vogliono spendere di meno, tocca quindi a noi far cambiare loro idea: mostra come cambierebbe il tuo lavoro se non ti limitassi a scrivere un articolo e mandarlo via email. Mostragli le possibilità e le potenzialità, insomma, affascinalo.

#2 Il cliente Timido

Ovvero…
No no, non se ne parla, ci ho provato ma è andata male, non apro niente io

Questa è la risposta tipica del cliente che hai convinto (a fatica) di quanto sia fondamentale un blog aziendale per la sua visibilità, senza riuscire ad aprire altri spiragli per i profili social. È il cliente Timido, forse pauroso, perché ha esperienze negative alle spalle che riguardano i social o ha fatto gestire i profili al cugino, che ha rovinato la frittata definitivamente.

Ci vuole impegno, ma alla fine spesso capiscono l‘importanza di un piano di comunicazione che (appunto) comunichi tra i vari social media: dal blog ai social, dal sito alla newsletter e via dicendo. Un blog, da solo, può aiutare, ma non sarà mai abbastanza: i clienti oggi vogliono dialogare in real time con l’azienda, vogliono conoscerla, farsi conoscere, chiedere e valutare.

Soluzione: il cliente, a volte, ha avuto alle spalle esperienze poco felici. O perché si è fidato di pseudo professionisti o perché ha provato a buttarsi in un mondo che, non sembra, ma ha le sue regole e solo chi le conosce bene può lavorarci. In questi casi puoi proporgli un periodo di prova gratuito, per mostrare come cambiano le cose se ci mette lo zampino un professionista, oppure puoi portargli esempi e casi studio di competitor che hanno avuto successo. A te la scelta, se lo convincerai avrai già fatto un bel passo in più per l’azienda.

#3 Il cliente Braccio Corto

Ovvero…
Guardi, glielo dico subito, per questo progetto non è previsto nessun investimento

Ti ricorda qualcosa questa frase?

Ebbene sì, in questi giorni è molto di moda grazie alla campagna #coglioneNo a favore del lavoro dei creativi. Sappi, però, che per noi copywriter è un’abitudine. Spesso il cliente Braccio Corto ti contatta, ti scrive, ti chiede un preventivo, ti fa sudare anima e corpo per preparare tutti i documenti e poi… Nulla, poi risponde che lui, per quel lavoro, in realtà non aveva preventivato costi.

Fortunatamente ho già imparato a riconoscere questo tipo di cliente, dal primo contatto. Con il tempo imparerai anche tu, per ora ti offro la soluzione ideale per queste occasioni.

Soluzione: ora che è uscita la campagna, io non esiterei a rispondere all’email con uno dei tre fantastici video #coglioneNo.

#4 Il cliente Confuso

Ovvero…
Ciao, sono io. Senti, ho cambiato idea. Facciamola viola quella brochure. Anzi no, cosa dico? Rosa, falla rosa

Come copywriter mi capita di lavorare anche a progetti offline, che nascono e muoiono con la carta stampata. Sarò sincera: sono i lavori che mi stimolano di meno. Forse perché ho incontrato quasi sempre clienti confusi, o forse perché amo scrivere e brochure e volantini offrono poco spazio alla mia fantasia.

Il cliente confuso è quel cliente che ti commissiona un lavoro di copywriting, ascolta e accetta le tue proposte e poi ti richiama cinquanta volte in due giorni per modificare ogni singola virgola, andando sempre contro le proprie opinioni. Una volta vuole l’azzurro, poi il blu, dopo ancora il viola. Poi cambia idea sui font, sul corsivo, sul grassetto. Di nuovo cambia ancora il colore, poi la posizione e il messaggio. Insomma, è confuso, non è sicuro di nulla e un lavoro che doveva essere concluso in dieci giorni diventa lungo una vita.

Soluzione: Ehi, sei tu il copywriter, ricordi? Tu sai cosa è meglio per il cliente e sei tu che devi riuscire a importi. “Scusi, se le si rompesse il bagno, direbbe lei all’idraulico cosa fare? Si fidi di me”. Diretto, schietto e sincero. È la verità. Tu sei il tuo lavoro e tu lo fai. Sii risoluto, ma gentile. I miei clienti hanno sempre capito.

#5 Il cliente Anno Zero

Ovvero…
Salve, senta, ho un problema. Io non uso email, potrei avere i testi in anteprima via fax?

Ti giuro che mi è successo. Tutto il lavoro via fax. Ci credi?

All’inizio non sapevo se ridere o se piangere, poi mi sono fatta coraggio e ho chiesto al cliente di spiegarmi cosa intendesse. Ci sono persone, non necessariamente di una certa età, che proprio non conoscono internet. Per necessità devono inserire la loro azienda in questo mondo “strano”, ma loro ignorano totalmente cosa sia, quali strumenti abbia e come utilizzarli. Un incubo.

In genere non usano email ma solo fax o telefono, sono rimasti ai siti web degli anni ’90, hanno ancora in mente Lycos e non hanno un profilo social. Anzi, pensano che i social network siano roba da ragazzini. Sono i clienti più difficili, per tanti motivi diversi. Bisogna perdere molto tempo dietro le spiegazioni e i concetti, ma è importante far capire loro a che punto della civiltà siamo.

Soluzione: Perdici tempo. Fallo, perché ogni traguardo raggiunto sarà un successo doppio. A volte sono un po’ come i bambini, quando si rendono conto delle potenzialità del web e di quello che puoi fare con loro si illuminano come un bimbo davanti al suo eroe preferito. Concedi loro del tempo, se necessario prepara documenti e testi utili da far leggere e gustati la scena finale.

È un mondo difficile…

È vero, ma in fondo ho apprezzato ogni singolo cliente che ho avuto. Da ognuno di loro ho imparato qualcosa e sono sicura che per te è lo stesso. A volte siamo noi i primi a dover spiegare a cosa serviamo. Facciamolo. Mettiamoci in gioco anche così, augurandoci sempre e comunque quel cliente perfetto che… Non esiste!

Ora dimmi: c’è qualche particolare cliente che hai avuto e che non è in questa lista?

 

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