Come guadagnare (veramente) con il tuo blog


blogger1Nell’ultimo webinar organizzato per la Settimana della Formazione ho affrontato una domanda comune a molte persone che iniziano a bloggare con curiosità e tanta voglia di ottenere buoni risultati: oggi, in Italia, è possibile guadagnare con un blog?

In un mondo manicheista, fatto di nero e bianco, rispondo negativamente. No, non è possibile guadagnare con un blog. Quantomeno non è possibile migliorare le entrate in modo significativo e trasformare una passione in lavoro. Se vuoi guadagnare in modo diretto la strada è in salita.

Pensa alla vendita degli spazi pubblicitari: Adsense è un mito lontano, funziona ma fino a un certo punto. E per cambiare veramente le sorti del tuo conto corrente, in linea di massima, devi avere un volume di visite difficile da raggiungere per un blog. Nel 2009 il Tagliablog ha pubblicato un’analisi attenta che si conclude con un concetto duro:

Mi spiace se con questo articoletto ti ho rovinato la visione romantica del piccolo blogger, che col suo piccolo blog diventa pian piano ricco e famoso scrivendo post dalla sua cameretta.

Certo, c’è anche chi i soldi li ha guadagnati veramente come Jeremy Shoemaker che ha messo in tasca – nel 2007 – un assegno di quasi 133mila dollari. La vendita dei banner può essere una soluzione alternativa, soprattutto quando Google decide di cancellare ingiustamente il tuo account AdSense come è successo sempre a Davide “Tagliaerbe” Pozzi.

Ci sono anche le affiliazioni, i post sponsorizzati, le newsletter. Ma a prescindere dalla correttezza etica di questi mezzi (anche AdSense può essere usato in modo poco etico per massimizzare i guadagni) c’è poco da aggiungere alla pura e semplice verità: oggi, nello scenario italiano, è difficile guadagnare con un blog.

Devi avere un numero significativo di visite, devi lavorare sodo sulla nicchia per aumentare il numero di click. E spesso non ne vale la pena. Megli puntare sul guadagno indiretto.

Cosa significa guadagnare indirettamente?

Con la vendita degli spazi pubblicitari un blog di piccole/medie dimensioni può fruttare poche centinaia di euro al mese (nel migliore dei casi) che dovrai reinvestire in hosting e spese varie. Ma ci sono altre strade da percorrere. Strade indirette.

Il mio punto di vista: è più facile guadagnare con un blog se lo trasformi in una macchina per trovare lavoro (quindi generare profitto). E non mi rivolgo solo al mio universo, quello dei webwriter freelance: un blog curato può trasformarsi in un vero e proprio socio in affari per i liberi professionisti ma anche per i dipendenti.

Esatto, anche per i dipendenti. Il freelance può usare il blog per trovare nuovi lavori, per intercettare le esigenze dei futuri clienti, ma anche il dipendente deve lavorare sul proprio nome, sul personal brand.

Con il blog può creare un curriculum online in continua evoluzione e una sorta di “paracadute” per avere già una base di partenza nel caso in cui dovesse scegliere la strada freelance. Pensaci bene: cosa ti frena dal diventare freelance? L’assenza dei clienti. Con un blog già avviato puoi farti conoscere prima di lasciare il posto fisso.

In entrambi i casi – quello dei freelance e quello dei dipendenti – per trasformarsi in un perfetto socio in affari il blog deve lavorare verso una direzione: l’autorevolezza. L’autorevolezza ti darà luce agli occhi di chi sta cercando un profilo professionale come il tuo, ma ti darà anche la possibilità di imporre un prezzo giusto ai tuoi servizi.

Il blog non serve solo a darti visibilità

Anche un banner acquistato su un blog ti dà visibilità, anche la pubblicità su Facebook ti dà visibilità. Ma tu non devi puntare solo a questo. Per trovare clienti, per avere sempre una possibilità in più nel colloquio di lavoro, devi guadagnare autorevolezza attraverso il blog. Solo così (o almeno questo è il metodo che conosco) potrai farti conoscere.

Da dove inizia questo percorso? Dalla tua passione per il lavoro che hai scelto. La passione è l’elemento chiave per lavorare bene: ti permetterà di trovare il tempo e le risorse per gestire il blog anche nei momenti più difficili. Ma non basta: per fare in modo che il tuo blog diventi una piccola macchina attira-clienti devi muoverti bene. Per questo io ti suggerisco di abbracciare questo concetto: il blog non è il centro dell’universo.

Molti vedono il blog come un punto di riferimento per gli altri profili social che devono portare acqua al mulino: è un modo di vivere il web, non lo condanno. Ma io preferisco vedere il blog come il pezzo di un puzzle più ampio. Un pezzo da ottimizzare in questo modo: valorizzando la forma, la sostanza e il confronto.

sipario 11Forma

Ecco il vestito che fa il monaco. La verità è semplice: devi presentarti bene, devi presentarti nel miglior modo possibile di fronte alle persone che ti cercano e ti trovano online. Il primo punto da curare è la scelta del dominio e della piattaforma per curare le tue pubblicazioni.

La mia scelta è diretta, immediata senza indugi: WordPress self hosted.

Molti preferiscono iniziare da WordPress.com, il servizio gratuito. Può essere una soluzione interessante per prendere confidenza, ma io consiglio sempre di non investire troppo in un progetto che nasce e si sviluppa nelle mani di chi non ti offrirà mai la libertà completa. La stessa libertà, invece, che puoi trovare in un blog completamente tuo.

Con un blog WordPress.com non hai il tuo dominio (ok, si può acquistare in un secondo momento) ma soprattutto non hai la possibilità di modificare il blog nel modo e nella misura che preferisci. Certo, ci sono tanti temi a disposizione. Ma non sono niente se li paragoni con la libertà di un blog self hosted.

Design, linee, colori

Una libertà che ti permette di curare anche un secondo aspetto fondamentale: il design. Linee, colori, forme: non hai idea di quanto sia importante presentare il tuo blog con una che trasmetta fiducia, chiarezza, semplicità.

Un consiglio su tutti: evita di riempire il blog di pubblicità. Vai su uno dei principali quotidiani italiani, inizia a navigare e dimmi cosa provi. Un senso di frustrazione perché a ogni click arriva un banner invadente. Metti in prima linea la soddisfazione dell’utente: non è solo una questione estetica, devi comunicare serietà.

Immagine

Dopo aver curato il design possiamo parlare della tua immagine. Perché anche questa conta, giuto? Le persone vogliono conoscerti, vogliono guardarti in faccia prima di rivolgerti la parola e assegnarti un lavoro. Sembra un’idea lontana nel mondo del digitale, ma la nostra mente ha ancora bisogno di un riferimento fisico.

Subito dopo la home page deve esserci la pagina about me, ovvero la pagina che presenta la tua persona. In questa pagina cosa puoi inserire? Una sintesi della tua storia professionale, i link per raggiungere il profilo Linkedin o il tuo curriculum (io consigli di metterne uno completo e uno sintetico). E ovviamente una foto personale. Come deve essere?

  • Di buona qualità.
  • Di buone dimensioni.
  • Di buona fattura.

Scegli una foto che ti ritrae in una situazione professionale, senza cadere nel banale. È un equilibrio: non devi scegliere la foto che hai scattato durante l’ultima festa ma neanche un’immagine anonima.

L’immagine è importante anche nelle interazioni. Per sincronizzare la foto che WordPress utilizzerà nei commenti devi usare il servizio Gravatar: scegli un’immagine che sia lineare con quella che hai usato su altri social, in particolar modo con Google Plus. Perché sarà quella che dovrai utilizzare per attivare l’authorship.

Sostanza

Curata l’immagine? Bene, ora però devi pensare alla sostanza. Ovvero ai contenuti. Non voglio ripetere sempre le stesse parole, ma è giusto che le sottolinei: devi pubblicare articoli di qualità articoli che risultino interessanti al pubblico che vuoi raggiungere.

Ma soprattutto devi diventare un esperto del settore. L’obiettivo è sempre quello: l’autrevolezza. E quali sono i punti sostanziali di un contenuto autorevole?

  • Non ha limiti di lunghezza.
  • Si prende lo spazio necessario per approfondire.
  • Usa le immagini e i video giusti.
  • Non è mai banale.
  • Porta il nome e il cognome dell’autore.
  • Non sponsorizza in modo surrettizio.
  • Non ha paura di citare la fonte.

Ma soprattutto i contenuti autorevoli non sono pubblicati tanto per riempire lo spazio del blog: nascono da un reale desiderio dell’autore di mostrare qualcosa di utile al lettore. Per questo, e sono d’accordo con Valentina Falcinelli, non devono esserci limiti riguardo al long copy: un contenuto autorevole è un contenuto che si prende tutto lo spazio necessario per spiegare il suo punto di vista

Per definire bene gli argomenti da affrontare in un blog devi lavorare sulla nicchia, devi capire cosa vogliono i tuoi lettori. Come raggiunge questo obiettivo? Osservando il social web e partecipando alle discussioni.

InteractionDesignInterazione

Hai curato l’estetica, hai ottimizzato i contenitori, adesso devi coinvolgere il tutto nella fase social. Cosa significa questo? Ritorniamo al punto di partenza: il tuo blog non è un centro dal quale partono i raggi verso i social, il tuo blog è il nodo una rete fatta di interconnessioni continue con lettori, colleghi, collaboratori, clienti, imprenditori.

I contenuti sono importanti ma alla base di tutto, alla base del processo che ti permetterà di guadagnare con un blog, c’è l’attitudine social. Ovvero l’attitudine alla condivisione di sapere non solo attraverso nuovi contenuti, ma anche grazie al confronto che si crea nel tuo blog.

L’interazione non è un processo facile, ma puoi iniziare con una semplice osservazione/partecipazione alle conversazioni online che si svolgono sui social, nei forum, nelle community. La tua presenza in questi luoghi virtuali è importante per capire le necessità del tuo pubblico, per studiare la nicchia, ma anche per creare la tua autorevolezza a prescindere dal blog.

Ci sono migliaia di articoli online che ti spiegano come trovate lavoro con i social. Molti sono validi, ma il punto di riferimento è sempre lo stesso: creare connessione. Ovvero sfruttare i social per quello che sono: delle strade per conoscere persone, o meglio per farti conoscere nel modo giusto.

Posso consigliarti di ottimizzare i dettagli del tuo blog, di curarne l’estetica e i contenuti, ma ricorda sempre di dare le stesse attenzioni anche agli altri nodi della rete creando connessioni da sviluppare a 360 gradi.

Sei su Facebook, Twitter e Google Plus?

Bene, trasforma questi profili in micro-piattaforme per pubblicare contenuti, per condividere informazioni utili ai tuoi fan/follower, per interagire con chi ti offre la possibilità di mostrare le tue competenze. La tua autorevolezza si costruisce così, commento dopo commento, condivisione dopo condivisione

Crea contenuti, condividi link utili, alimenta connessioni: questa è la sequenza magica, questa è la combinazione. Mettila in pratica su tutti i nodi della rete senza dimenticare il web nascosto, quello sotterraneo. Non devi solo apparire sui social, ma devi anche essere presente via email e chat, ogni occasione è buona per accorciare le distanze con i tuoi lettori/potenziali clienti.

Quindi è facile guadagnare con un blog?

No. Non dico che guadagnare con un blog in modo indiretto sia facile. Ma credo che sia la strada più semplice da seguire e quella che ti permette di costruire una buona autorevolezza. Una voce autorevole si fa conoscere, si muove con destrezza tra le maglie del web. Tu la devi alimentare, certo, ma se ti impegni sarai immediatamente riconoscibile.

E sarà più facile trovare lavoro.

[immagine 1: allthingslearning.wordpress.com]
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