Sai quanto costa un articolo?
Giorni fa, ho fatto la stessa considerazione nel mio blog personale.
Mi sono chiesta quale sia il prezzo giusto per un articolo e l’ho fatto in veste di Web Writer. Ma la risposta non è semplice e, a dire la verità, non è nemmeno una sola!
Un articolo ha molte varianti.
Un Web Writer sa i tipi di articoli esistenti e cerca sempre di dare un prezzo equilibrato ad ognuno di essi. Ma, non esistendo un vero prezzario, non c’è modo di avere un’unica tariffa, che sia di base a tutti coloro che fanno questo mestiere. Per aiutarti a capire, proviamo a stilare una piccola lista di alcune tipologie di articoli.
Tipologie di articoli per un Web Writer:
Nel suo lavoro, il Web Writer si imbatte in diverse tipologie di articoli, fatti appositamente per le diverse categorie di siti e blog esistenti sul mercato. Ogni tipologia ha necessità e basi diverse da cui partire: non è possibile scrivere un articolo tematico per un blog allo stesso modo di un articolo aziendale per un sito web, di tipo commerciale. In sostanza:
- Article Marketing, un articolo scritto appositamente per promuovere un prodotto o un’azienda, come dice la stessa parole “Marketing”. Scriverne uno ad hoc per il cliente non è semplice, quindi il suo costo sarà diverso dagli altri.
- Articolo tematico per blog, il cui costo varia in base a diversi fattori, ad esempio in base alle parole scritte o richieste (un tot ogni 100 parole) o in base al tempo medio che si impiega a scriverne uno. Molti contrattano anche un prezzo che sia relativo alla durata complessiva della collaborazione, con sconti sul totale nel caso di un rapporto di lavoro che duri nel tempo.
- Comunicato stampa, un testo che si utilizza solitamente per promuovere una novità di tipo aziendale, ad esempio, viene utilizzato per l’uscita di un nuovo prodotto o per nuovi servizi offerti da una certa azienda. Anche in questo caso, il costo è maggiore rispetto agli altri articoli, perché richiede del lavoro in più.
- Testi e contenuti per strutturare un sito web, ad esempio, un testo da inserire nella presentazione aziendale del sito web (la famosa pagina “chi siamo?”) o un testo da inserire e comporre appositamente per la sezione “La nostra storia” e così via. Sono testi che possono essere redatti per qualsiasi sito web, basta semplicemente seguire le direttive del cliente e tutte le regole fondamentali del Web Writing. In questo caso, trattandosi di un pacchetto di testi, il costo sarà unico ed elevato, rispetto alle altre soluzioni.
Queste sono solo alcune delle tipologie di articoli (o testi) che un Web Writer può trovarsi a dover scrivere. Rimane comunque il problema del prezzo.
Quanto far pagare un articolo?
La conclusione alla quale sono arrivata è abbastanza semplice. Non esistendo un tariffario ad hoc, mi sono affidata alla mia esperienza e alle mie competenze. Come suggeriscono molti famosi “scrittori del web”, è bene tenere sempre alta la propria posizione, evitando di accettare miseri spicci solo perché gli editori non vogliono offrire più di quel tanto.
Il nostro lavoro, se fatto bene (e mi permetto di sottolineare che deve essere fatto bene) merita il giusto riconoscimento. Un Web Writer sa quanto tempo e quanto studio occorrano per fare questo lavoro, per questo è bene non sottovalutarsi e non permettere agli sciacalli di mangiarci sopra.
Se tu fossi un Web Designer, accetteresti mai di progettare e creare un sito web per 50 miseri euro? Non credo.
E tu, quali esperienze hai avuto? E quali parametri usi per regolarti sui prezzi di un articolo?



Io per un articolo di blog tematico (servizio da rivendere al mio cliente) offrirei dai 5 ai 10 euro: sono uno strozzino?
Per degli esempi di lunghezza dell’articolo media richiesta potete vedere questi http://blog.erboristerialagiostra.it/
5 o 10 euro, secondo cosa?

Io mi baso sulle mie competenze e sulla lunghezza di un articolo, quando ne scrivo uno.
Solitamente, le mie sono tutte collaborazioni durature nel tempo, quindi a volte adotto degli sconti.
Anche perché molti editori li pretendono, in questo periodo!
Ma sconti, NON spiccioli da miseria, come fanno molti
difficile capire quale possa essere il giusto riconoscimento per il lavoro di cui parli (web writing). Lo stesso tuo articolo richiederà un medesimo sforzo sia che sia pubblicato su questo blog, che su repubblica.it o su un tuo blog personale. Il problema è che i tre casi hanno un differente traffico di base e quindi lo stesso articolo genererà differenti revenue per l’editore, a seconda di dove sarà pubblicato.
Pagare un articolo 10 euro significa che per produrre redditività per il publisher dovrebbe superare le due mila visite, ipotizzando un ecpm di 5 (valore piuttosto alto), cosa che su repubblica.it avviene in un giorno qualunque, mentre in altri blog/siti web più piccoli non avviene nemmeno in anni.
Per questo il mercato degli articolisti è livellato verso il basso, perchè sostanzialmente con progetti non grandi non si guadagna quasi nulla, come ha mostrato anche il recente sondaggio di alverde, riportato anche qui.
Ottima considerazione. Ma mi permetto di far notare un paio di cose: chi scrive per Repubblica.it, almeno in teoria, dovrebbe essere un pubblicista o giornalista, nel vero senso della parola. Scrivere contenuti per un blog non è la stessa cosa che scrivere per un giornale, per molti differenti motivi. Di conseguenza, un web writer farà un lavoro diverso da quello del giornalista, con retribuzioni diverse.
Allo stesso modo, un sito che ha ancora pochissime visite ha la possibilità di scegliere la qualità dei propri contenuti. Se il sito punta ad avere traffico, allora dovrà scegliere un web writer competente in materia, che sappia gestire le regole Seo, ad esempio, e sappia cosa significa indicizzare un contenuto e via dicendo.
Dubito che chi si accontenta (tanto per dirne una) di 0,50 centesimi per un articolo sappia realmente fare questo lavoro. Solitamente, o si parla di persone che sono all’inizio o non lo hanno mai fatto o di ragazzi che cercano di racimolare qualche spicciolo perché studiano o hanno bisogno di una paghetta estiva.
Purtroppo, ho trovato persone che mi proponevano 0,70 centesimi per articoli da 150 parole. Persone che gestiscono contenuti in questa maniera, secondo me, arriveranno poco lontano.
Sarà da vedere
Allora non mi sembra di essere così cattivo
€ 0,70 per articolo, per quanto sia cortissimo, è una presa in giro, dovresti scriverlo in meno di 5 minuti!
Io ai miei clienti preferisco offrire per partire contratti a medio termine (es: 3 mesi, 6 mesi) per valutare il servizio, con pubblicazione di 1-2 articoli a settimana.
In questo modo anche il writer ha maggiori certezze di una entrata sicura che gli porta via solo una decina di ore al mese.
Credo che sia una politica corretta sia verso il cliente che verso il collaboratore
In generale il mercato della “scrittura per il web” è affetto da una grave tendenza verso il basso. Remunerazioni a peso, offerte a parole, una censura preventiva della qualità.
Ultimamente ho notato un content marketplace “Melascrivi” che propone remunerazioni a parola escluse le stopwords. A breve passeremo a quella a lettere, escluse le vocali.
Cosa ne pensate: http://blog.lucavalente.info/2011/08/29/tre-etti-di-parole-senza-stopwords-come-offendere-copywriter/
Ciao ragazzi! La testata per cui scrivo mi paga 6,50€ lordi a pezzo, pochissimo a mio avviso, infatti spero insieme alle altre giornaliste di portare il compenso a 10€, visto che sono articoli impegnativi in cui c’è anche da fare una ricerca di immagini e che cmnq il compenso è da tassare.
Da un po’ di tempo sto pensando di approcciare anche io alla professione di web content manager e sto valutando come strutturare i prezzi. Mi date qualche consiglio?
Sono orientata sulla linea di Marco Pedota di offrire un pacchetto trimestrale, ma non sono d’accordo con 1-2 articoli a settimana, troppo pochi. Però mi farebbe piacere ricevere dei vostri consigli perchè questa è una professione nuova e credo dovremmo seguire una linea comune, giocare al ribasso per battere la concorrenza fa male alla categoria e porterebbe solo danni.
Aspetto consigli! A presto!
Ciao Angela!
Nel dettaglio, vorresti dei consigli per cosa?
Per sapere quanto far pagare un articolo o un servizio vario?
Ciao a tutti / e,grazie Beatrice per questo articolo…:)
Ora vi dico la mia…
Nella vita chi e’ abituato ad accontentarsi,non verra’ SOLTANTO pagato poco ad articolo ma avra’ (se mantiene questo atteggiamento) una vita in generale,misera.(A livello economico come minimo)
1) Chi si accontenta di 1-2 euro per scrivere un articolo da 500 parole (esempio VERO) e’ una persona che spero possa ridimensionarsi con il tempo e, “capire” che sta’ limintando se stesso/a con un approccio sbagliato verso il lavoro…
2) Secondo me e’ inutile un tariffario perche’ CHIUNQUE, se ha la mentalita’ da professionsita sa’ gia’ quanto vale.
Personalmente,quando scrivo articoli per altri Chiedo come minimo 20 euro (Lordi) per un articolo di 500 parole…PERCHE’ ?
A) Mi occupo solo di settori dove il valore aggiunto e’ molto alto e quindi anche il giro d’affari, del settore.
B) Ho buone competenze Seo,Sem etc…
C) Se vengo assunto/ingaggiato a progetto,dovro’ mettere in conto che un buon 40-45 % del mio compenso lordo andra’ in tasse.
Ci sono moltissime Macro nicchie dove il CPM puo’ arrivare anche a 100 euro…( e anche di piu’)
Un esempio: Gli investimenti immobiliari
Il settore infatti, influisce molto .
Ci sono segmenti “saturi” dove non gira molto denaro e, dove anche la pubblicita’ viene pagata poco.
Chi ha UN blog o sito dove il “Core Business” e’ incentrato sul fatturato generato da pubblicita’ generalista, sara’ sempre tendente a pagarvi poco..E’ normale…
Ci sono settori dove invece il giro d’affari e’ molto piu’ alto e quindi un BUON WEB WRITER puo’ e DEVE chiedere quello che pensa di valere.
Altro punto: LA CONTINUITA’…
Puntate su Realta’ imprenditoriali che vi ingaggiano con delle precise regole.
Se siete dei privati e avete talento,fatevi assumere per periodi non inferiori ai 4-6 mesi ,(NON sono a favore del tempo indeterminato ) con precise garanzie di retribuzione e articoli minimi pagati.
Qualsiasi Weg agency o testata giornalistica che ha un piano di sviluppo a lungo termine, sa’ quanto e’ importante il mestiere del Web Writer,del Copy etc…
Molto interessante, anche le considerazioni fatte.. (in un anno la situazione è sempre la stessa purtroppo). Sinceramente sono alla ricerca di articolisti – o meglio – di capire come trattare con gli articolisti.
La mia situazione alla fin fine è simile a quella di molte realtà che si affacciano sul web, non fraintendetemi ci lavoro con l’informatica (web e non) da anni, però far partire un progetto perché si crede con i propri soldini senza voler investire in pubblicità o altro (ricordiamoci che le pubblicità sui siti vanno accompagnate con piva se vogliamo essere onesti) significa non poter pagare un articolo 20€ per quanto bene sia fatto.. questo è un dato di fatto (a meno di non guadagnare molto).
D’altro canto anche dedicare solo le proprie forse ai contenuti è impossibile, ed ecco -penso- far di necessità virtù ossia iniziare a proporre poco per articoli che non possono che valere quasi altrettanto (a meno di appassionati che quindi vedono il compenso come un “di più”) e -si fa per dire- aspettare di vedere il progetto decollare.
Sbaglio? Queste categorie non vengono prese in considerazione?
Torniamo all’esempio del Web Designer da 50€ bhé certo fare un sito con l’esperienza decennale alle spalle e con un paniere di progetti fatti interessanti è ridicolo ma per chi inizia (e non è detto che sia per forza incapace)? 50€ poi per cosa per il sito o per il concept? anche qui si apre un mondo…
complimenti ancora!
Ho letto tutti gli commenti a questo articolo e anche io vorrei dire la mia. Sono un giovane come voi che ha vissuto entrambe le realtà, quella del giovane articolista e quella di chi vuole fare impresa.
Di fondo, penso che chi si schiera verso l’una o l’altra parte a priori sbaglia e il tutto secondo me è condizionato alla singola situazione.
Concordo con coloro che sostengo che vengono sottopagati per articoli fiume ma conosco molti giornalisti che si “prostrano” ai grandissimi editori per scrivere 1500 e ripeto 1500 caratteri a 7 euro lordi. E sto parlando di dati concreti.
Persone che vivono con il sogno (io lo chiamerei più illusione) di essere assunti in questi grandissimi quotidiani e sistemarsi per tutta la vita. Penso che in questi casi anche 20€ sono pochi. Un’altra cosa è poi online e cartaceo, mistura che spesso viene fatta per sottopagare l’online e/o avere più articoli gratis (in genere si paga il cartaceo 35€ e l’online lo si chiede gratis). Chi parla di competenze e cultura (secondo me necessaria per fare bene, al meglio e soprattutto senza strafalcioni di grammatica) come volano per richiedere soldi, penso che non viva nel mondo reale. I prezzi sono bassi ovunque, almeno in Italia.
Riguardo al pensiero di Sergio, penso sia vero a metà. Sono a conoscenza di nicchie di mercato che pagano molto bene perchè hanno un ROI elevato su ogni articolo e, avendo un buon giro ma al contempo, poca necessità di frequenti articoli, tengono a comportarsi con onestà.
Il discorso poi “dell’accontentarsi” di questi tempi lo vedo un po’ eccessivo ma probabilmente se visto in un’ottica di esperienza può essere un ragionamento valido.
Tutto ciò vale “lato writer”.
Dal lato “editore”, non trovo un “insulto” pagare un articolo 1 o meno di un euro. E ora motivo anche il perché:
1) trovare un buon writer è complicato, ancora più difficile trovare uno che non ti molli dopo pochi mesi di lavoro
2) trovare un writer che sappia scrivere “IN ITALIANO” è molto difficile; il mondo è pieno di laureati che ripeto a memoria libri di testo a scuola/università ma non riesco a comporre un periodo in modo lineare. La punteggiatura è un optional, il periodo e la correlazione verbo/complemento è un’utopia;
3) trovare un writer che non copi da terzi notizie vecchie, riscritte o pubblicate da altri leggendosi solo feed di siti istituzionali/blog/quotidiani online è al giorno d’oggi praticamente impossibile;
Per questo motivo, penso che un articolo, spesso trovato in rete e “ripostato” con un’altra firma non può essere pagato più di un euro.
4) trovare un writer con competenze nel mercato, che conosca il proprio settore (intendo che abbia conoscenze AUTONOME con uffici stampa, persone del setttore, che si sappia muovere tra eventi e situazioni per scovare la “vera” notizia) è una cosa rarissima. Perchè cercarsi in giro una notizia, aspetto il quotidiano, l’ansa o un feed e ricopio. Dovrei pagare un writer piu’ di un euro per una ricopiatura? Onestamente quante vere “notizie” non copiate vedete in giro?
Fino ad ora ho parlato di competenza/qualifica professionale.
Affrontiamo ora il discorso economico.
Chi decide di aprire un blog/testata editoriale/giornale online, se è in Italia, non ha un soldo di sovvenzione e deve sperare di guadagnare in un settore molto saturo (sono pochissimi i settori ad alta remunerazione).
Conseguentemente, se non è ricco di famiglia, deve investire proprio denaro e cercare di guadagnare prima utenti e poi in pubblicità per trasformare il proprio progetto in un business.
Con pochi fondi iniziali, i tempi si allungano e questo comporta un alto costo iniziale.
Se a ciò aggiungiamo la difficoltà di avere “notizie” vere, l’obiettivo da raggiungere sempre più una sfida impossibile che un traguardo fattibile.
Se il soggetto non si fa scoraggiare da queste considerazioni, ha fondi capienti per far fronte alle spese di start-up e ha una buona idea, si mette alla ricerca di articolisti.
Qui si trova difronte ai problemi sopracitati ma è una situazione che deve affrontare per evitare di “chiudere prima di aprire”.
La situazione è trovare persone di buona volontà da remunerare poco, chiedere poco in termini di parole ad articoli ( anche perchè saranno articoli ricopiati) e sperare che l’unione di forze, tempestività e lavoro permetta entro l’anno di arrivare al cd. pareggio di bilancio.
La domanda ora è perché grande quotidiano nazionale paga:
A) 40 euro lorde una foto in terza pagina a livello nazionale,
B) un articolista per un articolo ORIGINALE a carattere nazionale 30 euro lorde,
C) vive di grandi sovvenzioni all’editoria
D) ha alti introiti con la pubblicità
e nessuno non solo si scandalizza ma anzi le richieste di collaborazione sono altissime; al contrario se uno vive nel mondo “normale” dell’editoria, vive non di enormi introiti (intendo non milioni di €), chiede per un articolo da 1-3 euro e si ritrova articoli poco originali, ricopiati e riscritti tutti si scandalizzano, trovano la cosa un insulto e pensano di dover guadagnare 20-30 euro ad articolo?
Probabilmente la mia riflessione, fin troppo prolissa, è troppo puntigliosa ma sicuramente reale e credo che potrebbe rappresentare un punto di partenza su cui riflettere.
Che dire Andy…. analisi a 360° completa e davvero molto interessante (per quanto porti in risalto alcuni aspetti preoccupanti). Ciao.
Interessante discussione – il problema non è nuovo, è difficilmente risolvibile ma è fondamentale discuterne.
Visto che io sono sia a) giornalista professionista che b)content manager di una serie di testate web, vi posso dire quanto chiedo e quanto offro ai miei collaboratori.
Quanto alle mie richieste – so di non essere economico, ma credo che chi si rivolge a me lo faccia per ottenere pezzi con certi standard quanto a lunghezza, ricerche, profondità ed esclusività. Per dire: scrivere meno di 500 parole, non mi interessa. E farlo per, minimominimo 30€ a pezzo, non mi interesserebbe nemmeno per scherzo.
Quanto ai miei collaboratori, in genere quando ho bisogno di qualcuno che “rielabori” lanci di agenzia o notizie già presenti in altre testate – allora vado da un minimo di 10€ /min. 300 parole, max.500/ ad un massimo di 20€ se la cosa richiede un minimo di sforzo e supera le 600 parole.
So che potrei risparmiare – ma so anche che quello che finirei per risparmiare lo butterei tutto in articoli inutili e tembo buttato in un editing dei testi di cui posso fare a meno.
Per curiosità personale ho provato qualcuno di quei ragazzi da 0.50€ e poi mi sono pure comprato thebestspinner. Differenze? Non tanto. Quindi, insomma, uno ottiene sempre solo quello che paga.